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HTTPS, il nuovo Must Have

Sono passati 3 anni da quando, nel mese di agosto 2014, Google annunciò sul suo blog ufficiale che il passaggio al protocollo HTTPS sarebbe stato considerato un segnale di ranking positivo per i siti che si fossero dotati di una connessione più sicura.

La sicurezza è una priorità assoluta per Google. Investiamo molto nel garantire che i nostri servizi utilizzino la sicurezza leader del settore, la forte crittografia HTTPS, come impostazione predefinita. Ciò significa che le persone che utilizzano Google Search, Gmail e Google Drive, ad esempio, hanno automaticamente una connessione sicura. Ma al di là della nostra roba, stiamo anche lavorando per rendere più sicuro Internet. Una grande parte di questo è assicurarsi che i siti web che accedono a Google da Google siano sicuri.

Da allora è cambiato molto.

Nelle ultime settimane Google ha iniziato a dare avvisi ben precisi, spiegando che per esempio tutte le pagine HTTP contenenti form da compilare sarebbero state ora segnalate come “Non sicure”: per Google ogni form è diventato “un possibile punto di accesso per uno scippatore in Vespa 50 truccata davanti ad un Ufficio Postale” (cit @tagliaerbe). Non solo, la nuova versione di Chrome (la 62) segna come non sicuri i siti in HTTP che richiedono l’inserimento di dati da parte dell’utente (non solo password e carta di credito): la dicitura “Non sicuro” sarà mostrata anche nel momento in cui l’utente prova ad inserire dei dati nel sito mentre, nella modalità In incognito, l’etichetta sarà mostrata subito al caricamento della pagina.

Insomma lo scopo di Google è arrivare a segnalare tutte le pagine HTTP come “Non sicure” e così facendo consiglia senza mezzi termini a tutti i proprietari di siti web di passare da HTTP a HTTPS il prima possibile.

Ma cos’è il protocollo HTTPS?

E invece i certificati SSL, necessari alla migrazione da HTTP? QUI potrete fare un ripasso, ne parlavamo già a inizio 2017 quando sottolineavano i suoi benefici in fatto di SEO.

HTTPS, il nuovo Must Have. Sono passati 3 anni da quando, nel mese di agosto 2014, Google annunciò sul suo blog ufficiale che il passaggio al protocollo HTTPS sarebbe stato considerato un segnale di ranking positivo per i siti che si fossero dotati di una connessione più sicura.

HTTPS, il nuovo Must Have. Sono passati 3 anni da quando, nel mese di agosto 2014, Google annunciò sul suo blog ufficiale che il passaggio al protocollo HTTPS sarebbe stato considerato un segnale di ranking positivo per i siti che si fossero dotati di una connessione più sicura.

I vantaggi SEO

HTTPS, il nuovo Must Have. Sono passati 3 anni da quando, nel mese di agosto 2014, Google annunciò sul suo blog ufficiale che il passaggio al protocollo HTTPS sarebbe stato considerato un segnale di ranking positivo per i siti che si fossero dotati di una connessione più sicura.

L’HTTPS non è cosa buona solo lato sicurezza, ci sono infatti anche alcuni vantaggi aggiuntivi lato SEO da considerare

  1. Il ranking di Google aumenta. Come già scritto, Google ha confermato la crescita dei siti HTTPS. Come la maggior parte dei fattori di ranking, è molto difficile isolare da solo ma questo è qualcosa da tenere già bene mente. Inoltre, il valore del passaggio a HTTPS rischia di aumentare nel tempo.
  1. Dati referrer. Quando il traffico passa da un sito HTTPS le informazioni di riferimento protette vengono preservate. Questo è diverso da quello che accade quando il traffico passa attraverso un sito HTTP, il quale viene rimosso e si identifica ora come “diretto”.
  2. Sicurezza e privacy. L’HTTPS aggiunge sicurezza per i tuoi obiettivi SEO in diversi modi: innanzitutto verifica che il server con il quale “parla” il sito web sia quello corretto, poi previene la manomissione da parte di terzi, rende il tuo sito più sicuro per i visitatori poiché crittografa tutta la comunicazione, inclusi gli URL; infine, protegge le cose come la cronologia di navigazione o i numeri di carta di credito.

È tempo di agire

Sul nostro sito Stilverso.it trovi i Certificati emessi da Thawte™ di Symantec che è l’Autorità di Certificazione più conosciuta al mondo; ti consiglieremo quello più adatto al tuo sito. Noi ci occupiamo anche di tutta la parte burocratica come la creazione e l’inserimento del CSR, la scelta del webserver sul quale installare il certificato SSL e l’invio dei dati relativi alla email ed al contatto amministrativo; una volta ottenuto il certificato, provvederemo noi anche ad installarlo sul tuo server o sul tuo spazio di hosting.

Una volta installato il certificato sarai pronto ad utilizzare l’https sul tuo sito o applicativo! Confrontali subito.

Una volta installato il certificato sarai pronto ad utilizzare l’https sul tuo sito o applicativo! Confrontali subito.

La nostra privacy è solamente una fonte di guadagno per le aziende?

Negli ultimi anni, con l’esplosione del fenomeno dei social network, un grande numero di dati personale viene caricato su queste piattaforme e, a causa loro, si sono confusi i tradizionali confini della privacy.

Il GDPR (General Data Protection Regulation) disciplina il trattamento e la circolazione dei dati personali relativi alle persone fisiche e a quelle giuridiche, ovvero cittadini e organizzazioni. L’intento è quello di creare uno standard europeo più semplice per quanto riguarda il trattamento dei dati, con lo scopo di generare una maggiore fiducia nei cittadini per quanto riguarda le nuove tecnologie che si stanno impadronendo del settore economico, e che si faranno sempre più strada in tutte le sfere della vita sociale e quotidiana.

Allo stesso tempo, con tale regolamento, si cerca di diffondere la mentalità necessaria alle aziende per trattare questo argomento con la stessa priorità e importanza di qualsiasi altro processo aziendale.

Il fine è anche quello di rendere le aziende più consapevoli della provenienza dei dati in loro possesso e, soprattutto, le porterà a gestirli con maggiore accuratezza.

Più precisamente, le aziende sono tenute a nominare degli addetti per il trattamento dei dati a cui spetterà il compito di comunicare le eventuali violazioni a danno della loro protezione.

Si tratta di norme applicate in tutte le aziende, anche in quelle al di fuori dell’UE ma di cui potrebbero far parte anche cittadini europei.

stilverso- GDPR

L’importanza dei dati

È quindi più che evidente come tutte le aziende, sia in Europa che in altri Paesi, utilizzano i dati continuamente.

La domanda da porsi è questa: come mai i dati sono così importanti? Per quale motivo le aziende necessitano di questi elementi?

La risposta è semplice: il fatto di poter studiare i consumatori attraverso i dati permette alle aziende di offrire contenuti adatti agli utenti nel momento più adatto.

Siamo di fronte ad una vera e propria strategia di marketing, basata sullo studio del consumatore al fine di proporgli prodotti e contenuti mirati.

Dopo l’ introduzione del GDPR nel 2018, le discussioni sulla privacy e sulla data regulation sono in costante aumento, alimentando così le discussioni tra i leader delle grandi aziende tecnologiche.

In un’economia sempre più guidata dai dati, le aziende devono dimostrare di averne pieno controllo e devono quindi sottoscrivere il regolamento che le guida.

I dati, come già accennato, sono ovunque e per questo le aziende assumono un ruolo di “data keepers”, assicurando che le informazioni in loro possesso siano criptate. Questo per evitare che, in caso di furto di dati, questi vengano riutilizzati.

Inoltre, per chiarire maggiormente la questione occorre citare anche i cosiddetti “cookie”.

Si tratta di elementi HTTP sul Web che funzionano per mezzo di un meccanismo in grado di riconoscere un utente da un altro. Il cookie, poi, può essere letto solamente dal proprietario che lo ha creato, per cui gli individui non sapranno mai quale informazione captata verrà trasportata.

Alla luce di questo meccanismo dei cookie per monitorare le attività dei consumatori su Internet, ad oggi, i cookies sono stati ampiamente ridotti e resi meno efficienti.

Non esistono, infatti, dei veri e propri meccanismi che consentono ai consumatori di comunicare le loro preferenze o i propri interessi alle società durante la loro navigazione sul Web o mentre utilizzano le app.


La protezione dei dati del consumatore
La regolamentazione GDPR “opt-in” per la protezione dei dati dei consumatori: l’utente esprime il proprio consenso ad essere inserito in una mailing list per ricevere comunicazioni di natura informativa e/o commerciale.

stilverso- privacy

Questo significa che gli utenti accettano il tracciamento dei propri dati facendo un click su delle finestre che appaiono sullo schermo durante la navigazione ( i “pop-up” di notifica). Inoltre, il GDPR consente anche ai consumatori europei di cancellare i propri dati o di fornirli su richiesta.

In conclusione, inutile affermare quanto sia importante il trattamento dei dati e soprattutto la protezione di questi ultimi. È importante che le aziende e il Web in generale si muovano nella giusta maniera, al fine di generare fiducia nelle persone che vivono in un mondo all’ insegna della tecnologia fondata sullo studio dei dati.

È altrettanto importante sapere, però, quanto il pubblico di consumatori apprezza la personalizzazione online dei contenuti offerti dal web, senza la necessità di troppe ricerche, ma con i risultati sperati subito sotto mano.

Nel complesso, la privacy diventerà un punto focale per l’utente finale, dato che le persone cominciano a preoccuparsi maggiormente di ciò che le aziende stanno facendo con i loro dati e della loro eventuale perdita.

La soluzione infatti sta nel mezzo: trovare un giusto equilibrio tra la capacità di poter garantire la sicurezza dei dati raccolti, mantenendo la fiducia dei consumatori e l’abilità di arrivare ai consumatori grazie a questi ultimi nel modo appropriato.

Lavorare in spiaggia? Ecco le migliori 7 app

Hai deciso di concederti un weekend un po’ più lungo del solito e di goderti qualche momento di svago ma non puoi abbandonare completamente il lavoro lasciato in ufficio? Vorresti lavorare in smart working ma non sai quali strumenti usare?

Lavorare in spiaggia? Ecco le migliori 7 app. Per un professionista del digitale questo si traduce nella necessità di avere a portata di mano degli strumenti e delle app che gli permettano di non trascurare gli impegni lavorativi e di intervenire a distanza in caso di necessità: una giusta combinazione di applicazioni da avere su smartphone e tablet che può renderti la vita più semplice senza costringerti a stare alla scrivania per qualche giorno!

Per un professionista del digitale questo si traduce nella necessità di avere a portata di mano degli strumenti e delle app che gli permettano di non trascurare gli impegni lavorativi e di intervenire a distanza in caso di necessità: una giusta combinazione di applicazioni da avere su smartphone e tablet che può renderti la vita più semplice senza costringerti a stare alla scrivania per qualche giorno!

Scopriamo insieme le migliori 5 app da utilizzare in smart working!

1. HootSuite Mobile

Devi effettuare una modifica lampo su un post da pubblicare su un social network? HootSuite Mobile è l’ideale per la gestione dei social! Puoi programmare i contenuti da pubblicare, approvare i post dei componenti del tuo team, pianificare pubblicazioni anche da sotto l’ombrellone!

2. PhotoDirector 

PhotoDirector è uno strumento di ritocco che ti offre la possibilità di apportare modifiche alle tue fotografie in pochi secondi e rimuovere oggetti indesiderati dalle tue immagini! E’ semplice e veloce da utilizzare e utile soprattutto per la pubblicazione su Instagram.

3. WiFi Map

Quando non sei in ufficio e puoi utilizzare il tuo tablet o il tuo smartphone per lavorare, ciò che è importante è non rimanere senza connessione internet. Avrai sicuramente necessità di scaricare immagini, file di testo, file multimediali, dati e non puoi permetterti di finire il tuo 4G fuori dal tuo ufficio! WiFi Map ti permette di trovare il WiFi gratuito più vicino a te!
Ti consente di scegliere tra gli oltre 100 milioni di hotspot gratuiti in tutto il mondo, fornendoti password e velocità di download / upload inviate dagli utenti.

4. Shotcut

Shotcut è tra i migliori strumenti per creare o modificare video aggiungendo effetti, immagini, porzioni di testo, didascalie. Supporta molti formati audio e video. I numerosi filtri disponibili permettono di elaborare sequenze video con una vasta scelta di possibilità. Inoltre sono disponibili numerose transazioni e un apposito filtro per la gestione dei titoli! 

5. Microsoft 365

Microsoft 365 invece ha dimostrato, soprattutto negli ultimi anni, di essere tra i migliori strumenti di lavoro per i team a distanza. Viene definita come una piattaforma di produttività basata sul cloud. Noi di Stilverso ci troviamo così bene con questo servizio che siamo diventati Partner Microsoft, ma cosa significa? Se hai un’azienda e vuoi cambiare le modalità con cui lavorano i tuoi dipendenti, puoi rivolgerti a noi. Il nostro supporto tecnico non si limita alla migrazione verso le piattaforme Microsoft 365, bensì guidiamo i nostri clienti nella creazione di un moderno ambiente di smart working sicuro ed altamente produttivo, oltre ad essere efficiente sotto il punto di vista dei costi. Se vuoi avere anche tu questo strumento utile e innovativo, contattaci o compila il form!

6. Canva

Se vuoi modificare foto aggiungendo testo, adesivi, cornici ed effetti e avere a disposizione una raccolta di immagini gratuite e a pagamento, sicuramente non potrai fare a meno di Canva: un’app che offre anche modelli già pre-progettati con font e layout già scelti che ti permettono di risparmiare tempo! Inizialmente era prettamente un’app di editing fotografico ma ora, con gli ultimi aggiornamenti, mette a disposizione anche modelli predefiniti di presentazioni, documenti, post e video Instagram e Facebook. 

7. Google Drive

Quando lavori in smart working o fuori sede dall’ufficio, Google Drive può diventare un tuo buon alleato. Soprattutto se fai parte di un team e hai bisogno di condividere file e renderli facilmente accessibili in un unico posto, questo strumento permette di usare uno spazio condiviso in cui caricare i propri file. E’ una delle piattaforme di archiviazione cloud più generose, offrendo 15 GB di spazio gratuitamente.

Lavorare in spiaggia? Ecco le migliori 7 app. Per un professionista del digitale questo si traduce nella necessità di avere a portata di mano degli strumenti e delle app che gli permettano di non trascurare gli impegni lavorativi e di intervenire a distanza in caso di necessità: una giusta combinazione di applicazioni da avere su smartphone e tablet che può renderti la vita più semplice senza costringerti a stare alla scrivania per qualche giorno!

Insomma, se stai preparando la valigia per il tuo weekend in spiaggia, prendi appunti!!!

Coronavirus: suggerimenti per i social media

Ti sei chiesto come sia giusto comportarsi sui social in una situazione di emergenza? Parlando del Coronavirus che sta colpendo il nostro Paese, pensi di essere d’aiuto con la tua attività mediatica? O c’è qualcosa che potresti migliorare o evitare?

Siamo nel mese di febbraio quando irrompe la notizia del primo caso di Coronavirus in Italia: il panico e le domande iniziano a presentarsi. Il riversarsi di notizie dei Tg, dei giornali e, soprattutto dei social media, è incontrollabile. Si parla di un contagio partito da Codogno, nella provincia di Lodi, che finirà per estendersi poi in tutta Italia con un numero di pazienti positivi al virus esponenziale. Fino ad arrivare a oggi, metà di marzo, con l’Italia dichiarata “zona rossa”. Tante sono le norme, le direttive, i consigli e le precauzioni prese dal governo per contenere il virus; tra le principali e più scontate: lavarsi spesso le mani, evitare i luoghi affollati, non toccarsi occhi e viso e rimanere il più possibile in casa. Ma, in questa prospettiva di emergenza, come si possono e devono comportare le aziende con le loro attività condotte sui Social media soprattutto per quanto riguarda la pubblicazione dei contenuti?

I vincoli imposti dal Governo italiano ci consigliano di ridurre la nostra vita sociale e sconvolgere i ritmi quotidiani rimanendo a casa, magari davanti alla tv e ai social media. A questo proposito, questi ultimi, giocano un ruolo importantissimo. Infatti, durante questo periodo di “quarantena” siamo chiamati a rivedere l’attività mediatica dei nostri canali.

Le attività e le aziende devono muoversi in questa direzione: avere un comportamento responsabile e rispettoso del momento che stiamo vivendo, evitando allarmismi e senza uscire del tutto dalla scena, ricordando di essere vicini ai consumatori e ai cittadini.

Per la prima volta, il nostro paese si sta confrontando con un cambiamento catastrofico in cui deve comunque saper gestire l’emergenza. È in questo scenario mutato che le aziende devono saper comunicare nel modo adeguato. A questo punto ci troviamo di fronte a un bivio: o restiamo tutti soli o ci diamo una mano a vicenda restando umani e facendo l’interesse della nostra attività economica; tenendo anche in considerazione la realtà sociale e l’importanza dell’educazione alla cittadinanza e alla salute del nostro Bel Paese.

Così, in questa situazione di allarme, dobbiamo entrare in una modalità straordinaria di comunicazione attraverso i media, rivedendo i nostri piani aziendali e cercando di capire quali siano le priorità del momento. Molto importante è anche il tono di voce che utilizziamo nei contenuti che scegliamo di pubblicare. In questa emergenza Coronavirus, quindi, come dobbiamo comportarci sui Social con la nostra attività?

1. Rielaborare il piano editoriale

Il primo elemento da valutare è proprio il piano editoriale, cioè il nostro programma pensato giornalmente, settimanale o mensilmente, per quanto riguardo la pubblicazione dei nostri contenuti. Certamente, dobbiamo continuare a essere presenti con la nostra attività per non essere dimenticati, ma occorre rivedere quei post o elementi che potrebbero essere fuori luoghi o inutili dato il momento che stiamo vivendo. Altra cosa utile è informare gli utenti su cambiamenti di orari, chiusure e precauzioni prese in questa fase di emergenza.La sicurezza prima di tutto, la gente apprezzerà!

2. Evitare l’ironia a tutti i costi

Siamo d’accordo sul fatto che ironizzare sia un modo per esorcizzare e combattere la paura ma, se esacerbata, potrebbe diventare di cattivo gusto e infastidire la sensibilità delle persone. Quindi, evitiamo i contenuti troppo ironici sulla questione, privilegiando consigli utili per sconfiggere il panico e gestire la situazione nel migliore dei modi.

3. Analizzare le campagne pubblicitarie attive

Occorre capire quali programmi e attività sia più utile continuare e quali mettere in pausa. Ovviamente, quelle attività che sono meno importanti e trascurabili al momenti possono passare in secondo piano, ancor di più se potrebbero andare a scontrarsi con il periodo e con le norme da seguire in questo momento di restrizioni.

4. Aiutare la nostra comunità

Pensiamo a cosa potremmo fare, attraverso i Social, con la nostra comunità! Possiamo infatti sensibilizzare la gente grazie anche alle nostre competenze e conoscenze, utilizzandole per suggerire e raccomandare i giusti comportamenti da seguire.

stilverso- coronavisrus

Possiamo impiegare i nostri servizi e i nostri prodotti per fare del bene a tutti.
È importante quindi garantire attraverso i Social Media, la continuità delle nostre attività a patto che i contenuti siano rispettosi della situazione che stiamo vivendo. Dare vita a una serie di campagne di comunicazione mirate a supportare le proprie iniziative e il coinvolgimento di tutto il network aziendale (clienti, collaboratori e colleghi).

Utilizzando i Social in questo modo la nostra attività potrà sopravvivere a questa crisi che interessa tutti i settori e potrà anche essere d’aiuto e vetrina di buona condotta, affermandone l’immagine e la buona reputazione.
Quando tutto sarà finalmente terminato, potremo ricominciare con le attività che da sempre abbiano condotto nella normalità, ma con un qualcosa in più: di fronte alla crisi e ai cambiamenti della nostra società, chi si attrezza per tempo continua a vincere!

Cosa scegliere ? Bing Ads o Google Adwords

Se hai mai visto una campagna PPC (Pay per click), quasi sicuramente sei incappato in un annuncio creato tramite Google Adwords (rinominato Google Ads), lo strumento di Google per fare pubblicità a pagamento online.

Perchè Bing Ads è una valida alternativa ?

Perchè scegliere Bing Ads per le nostre campagne Digital Marketing? Bing è invece la piattaforma ideale per gestire gli annunci pubblicitari su Bing, il motore di ricerca di Microsoft (il diretto concorrente di Google, per intenderci). Il servizio di Google continua comunque a detenere il primato nelle ricerche in Italia, ma Bing Ads nell’ultimo anno è cresciuto molto catturando l’attenzione di molti marketer, piccoli e grandi.

“Cane e gatto, chi l’ha detto che non si può?” (cit. @Strogoff_it) Potresti fare lo stesso ragionamento per i servizi di PPC: chi ha detto che non si possono utilizzare entrambi con profitto?

Ecco perché usare anche la piattaforma di Microsoft:

• permette di importare vecchie e nuove campagne pubblicitarie online con Adwords tramite lo strumento di importazione e l’inserimento delle proprie credenziali Google (sicuramente una funzionalità indispensabile per poter attirare specialist non desiderosi di rifare da capo il lavoro appena concluso)

• ha dalla sua parte un CPC (costo per clic) sempre minore

• puoi raggiungere fasce di mercato che su AdWords sono sature, parliamo in particolare del settore turismo, B2B, servizi finanziari e shopping: in questi settori di mercato il CPC è nettamente inferiore perché la concorrenza è minore rispetto ad AdWords.

Non esiste assolutamente un vincitore tra le due note piattaforme di Search Engine Marketing.

La verità è che questi due servizi non devono essere avversari, ma complici nello stesso vittorioso team. La scelta più giusta è quella di sfruttare i vantaggi di entrambe le piattaforme, tenendo conto delle loro principali differenze: il nostro consiglio è di avviare le tue campagne di Digital Marketing innanzitutto su Adwords, solo successivamente le stesse sono da importare su Bing Ads dividendo correttamente il budget. Bing ha infatti costi certamente più contenuti (ipotizziamo spesso il 10% dei costi Adwords), poca concorrenza ma anche introiti minori; d’altro canto la piattaforma di Google è più costosa ma permette di raggiungere più persone e guadagnare di più.

Se vuoi realizzare una campagna integrata, chiedici subito senza impegno!

Gmail Sponsored Promotions: cos’è?

Lo sapevi che la tua Gmail non è più un semplice servizio di email ma una vera e propria piattaforma pubblicitaria?

Ebbene da un po’ di tempo Google offre la possibilità di inserire degli annunci sponsorizzati anche all’interno delle mail. Possiamo dunque fare advertising sfruttando anche le Gmail.

Cosa sono le GSP?

Le Gmail Sponsored Promotions sono annunci pubblicitari (si possono inserire tramite circuito AdWords) che possono essere mostrati direttamente all’interno del pannello Gmail degli utenti. Per farlo, oltre ad acquistare la pubblicità, bisogna preparare un file ad estensione .zip e farne l’upload. Il file .ZIP deve rispettare una struttura prefissata. Al suo interno contiene le creatività oltre alle immagini e alle informazioni testuali da mostrare.

Rispetto alla pubblicità tradizionale cambia completamente lo stile, che si avvicina molto a quello delle classiche DEM.

La pubblicità che Google ha inserito in Gmail, sta funzionando alla grande: oltre 1 miliardo di utenti nel mondo, quasi 13 milioni in Italia sono i numeri con cui BigG mantiene il suo posto da protagonista nei mondiali dell’advertising attraverso un format innovativo che permette di targetizzare gli utenti attraverso la selezione di:ed unendo questa strategia di segmentazione alle dinamiche dell’email marketing.

Dapprima disponibile solo dopo aver fatto richiesta ed essere stati accettati in White List, la GSP è stato poi resa disponibile a tutti da settembre 2015. Un format innovativo che permette di targetizzare gli utenti come nella classica rete Display, attraverso la selezione di:

parole chiave (contenute nella mail degli utenti target)

● interessi degli utenti

● età, sesso

● target geografico

● lingua

● dispositivo

● fasce orarie e giorni

Gmail Sponsored Promotions: cos'è?. Lo sapevi che la tua Gmail non è più un semplice servizio di email ma una vera e propria piattaforma pubblicitaria?

Un ulteriore tipo di targetizzazione rispetto a quelli appena visti è il Customer Match ovvero la possibilità di caricare il proprio data base di email (estratte dal proprio CRM o dal Sistema di Email Marketing) e raggiungere in questo modo coloro che sono già tuoi clienti. Il dato medio che possiamo vedere anche nelle piattaforme di eMail Marketing ci dice che mediamente un 45-50% degli indirizzi email di un database è appunto @gmail.com e su questi Google riuscirà a fare il match per intercettare in forma criptata, quindi anonima, il nostro utente per le Gmail Ads.

Per policy purtroppo non si può usare come canale di Remarketing, tuttavia attraverso una buona selezione delle variabili messe a disposizione in GSP si può arrivare molto vicino all’utilizzo in Remarketing per riattivare gli utenti o per coltivare la tua Lead Generation.

Struttura e formato

Questi tipi di annunci sono stati studiati per suscitare l’interesse degli utenti facilitando l’interazione. La pubblicità è mostrata in modo non invasivo e quindi è poi da verificare se può portare a CTR elevati.

Come puoi vedere nella struttura sono presenti:

  • un file teaser.txt : contiene oggetto, corpo del messaggio e URL a cui deve puntare la creatività
  • teaser.png : un’immagine utilizzata ad esempio per il logo di dimensioni non superiori a 144×144 px (se l’immagine è più piccola di queste dimensioni verrà centrata nello spazio 50×50 a disposizione, se invece è più grande verrà ridimensionata adattandola allo spazio esistente)
  • una immagine preview.jpg da mostrare come anteprima (formato 580×400 px)
  • il file index.html contenente il codice HTML della creatività
  • una cartella images con le immagini presenti eventualmente nell’annuncio