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BY STILVERSO
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Il social è commerce!

Forse, a prima vista, i social networks sembrano ancora un territorio immune, ma non è così: nell’era digitale anche il commercio si muove a tempo di like e condivisioni. La pubblicità e il commercio sono inevitabilmente attratti dai luoghi dove le persone trascorrono il proprio tempo libero. Nasce dunque il Social Commerce, la strategia di vendita di prodotti e servizi attraverso i canali social.

Punto di forza del Social Commerce è quello di essere ormai parte naturale dei quotidiani comportamenti d’acquisto, come il fare shopping con gli amici o il chiedere suggerimenti per poi decidere, almeno in parte, in base al loro feedback: le persone influenzano i loro pari e su queste influenze, positive o negative che siano, si sviluppa la concorrenza tra brand, il cui valore è dato esclusivamente dall’esperienza degli utenti.

Una corsa di gruppo

Facebook, Twitter, Instagram, Pinterest, Snapchat, Tumblr… nessuno rinuncia al tasto Compra. E qualcuno fa anche di più: crea, acquisisce o investe in startup concentrate sull’e-payment. Oltre a introdurre il tasto, Facebook con Shopify ha dato ai marchi la possibilità di trasformare la propria pagina in un mini-sito di eCommerce. Con Messenger ha aperto al trasferimento di denaro tramite Visa o Mastercard. Anche Twitter ha attivato il pulsante Buy. Si può comprare anche passando da Pinterest: una ricerca ha rivelato che un utente iscritto su due si informa sul social prima di fare acquisti e uno su tre acquista prodotti visti tra le “bacheche”. Anche l’altra grande piattaforma fotografica, Instagram, ha aperto un canale diretto all’acquisto attraverso i contenuti sponsorizzati. Neppure Tumblr ha rinunciato a testare l’acquisto diretto. Così come Snapchat che ha investito su Spring, piattaforma di eCommerce compressa in un’app.

E’ la psicologia che sta dietro all’influenza sociale tra simili a caratterizzare la differenza tra eCommerce e Social Commerce: impariamo (e ci fidiamo) attraverso la conoscenza e l’esperienza di altri che conosciamo, e a volte neanche così bene… vedi i cosiddetti “influencer” che impazzano sui social e di cui noi ci fidiamo solo perché già seguiti da molti altri. E così via, il cerchio del passaparola.

Continuiamo a ripeterlo: l’incremento di vendite dei negozi online supera di gran lunga quello dei negozi fisici.

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